L'intervista a Nico Carparelli

Nico Carparelli

La Passione è tutto

Continuiamo a fare la conoscenza degli uomini nuovi della pallacanestro brindisina. Nico Carparelli sposa alla perfezione la gestione dell’impresa con la sua avventura sportiva

di Tiziano Mele

Non è uno di quelli sfegatati, ma alla pallacanestro si sta appassionando giornata dopo giornata. Nico Carparelli parla di sport e di impresa come se fossero un unico
binario della sua vita, due settori avvicinati da un comune denominatore: la voglia di cercare sempre il successo. Negli anni settanta suo padre Giuseppe ha rivestito la carica di presidente del Fasano Calcio.

Sono oramai trascorsi otto mesi dall’operazione di ricapitalizzazione societaria. Alla luce di quanto accaduto in questo periodo rifarebbe la scelta di maggio?
Sicuramente sì perché tutto sommato stiamo vivendo una gran bella esperienza.
E’ chiaro che nei momenti di difficoltà, magari dopo qualche sconfitta, ci rimani male, ma i progetti sono a lunga scadenza e tutti quanti crediamo nel nostro.

Oggi si può affermare che la New Basket vanti una società che non ha nulla da invidiare alle grandi del basket italiano. In cosa siete stati bravi?
Diciamo che sono stati bravi, nel senso che i vari Marino, Bagnato, Marinò e Corlianò, tanto per intenderci, sono coloro che quotidianamente ci mettono tanta passione e tanta competenza. Nando Marino, poi, ha una grandissima passione, segue la squadra anche in trasferta, si interessa delle dirette televisive, si impegna al massimo per promuovere il marchio Enel Basket.

Analogie tra impresa e sport?
Per entrambe ci vuole grande passione: non ti ordina nessuno né di costruire e portare avanti un’azienda né di gestire una società sportiva, lo fai se senti davvero qualcosa di forte a livello di motivazioni.

Esiste un segreto per far convivere 13 teste?
Siamo tutti imprenditori e sappiamo bene quello che stiamo facendo, cioè tutti abbiamo una mentalità vincente: siamo abituati a comportarci così nelle nostre aziende. E’ fondamentale avere tecnici validissimi.

Di Ferrarese le piace…
Il modo di delegare le cose a chi sa farle meglio di lui. Nello sport, come del resto nella vita di un’impresa, chi accentra rischia di rompere il giocattolo.
Massimo è bravo nell’imprenditoria, così come nello sport, a circondarsi delle menti migliori ed a lasciare loro l’iniziativa nel proprio settore di competenza.

Dopo un dicembre da dimenticare, il 2012 sembra essere iniziato sotto una buona stella per Ndoja e compagni..
Mi piace molto la coralità di questo gruppo: non c’è un solista o una primadonna ed in questo si vede l’impronta di un tecnico abile e navigato come Bucchi. Il tecnico sa quando fermare il gioco per un timeout, come caricare il pubblico e addirittura quando beccarsi un fallo tecnico.

E gli americani iniziano a convincere
A me sinceramente piaceva anche Simoncelli, non giocava male, anche se ha avuto contro di lui il fatto di non essersi inserito nei meccanismi di gioco della squadra. Hunter e Renfroe stanno dimostrando di essere validi, i conti si fanno sempre alla fine.

C’è da aspettarsi qualche volto nuovo dopo quello di Marco Giuri?
Non penso proprio. Abbiamo cinque uomini validissimi ed una panchina di tutto rispetto: non so quante squadre possono permettersi in panchina giocatori come Formenti o Zerini. Questa è una squadra dove veramente tutti possono mettere il loro mattoncino nelle vittorie. Ora giochiamoci con tranquillità il girone di ritorno o teniamoci pronti a tutto.

E’ un periodo assai duro per l’economia italiana: da imprenditore, prima ancora che da uomo di sport, indichi la sua mossa per limitare i danni
Fin dai tempi dell’università sono stato abituato a ragionare in tempi di crisi ad una doppia manovra: aumento delle entrate e riduzione delle uscite, ma mi pare che per ora si stia lavorando solo sull’aumento delle entrate. Se non si riduce la spesa pubblica, che pare essere più del doppio di quella di Francia o Inghilterra, non credo che si risolveranno molte cose. Il problema dell’Italia è che tutti parlano, ma alla fine nessuno fa niente, in questo devo dare atto a Massimo Ferrarese di essere uno che mantiene fede alle promesse sul piano politico.

Messaggio finale per i tifosi dell’Enel
Francamente non mi sento di fare promesse, è un periodo difficile, ma noi ce la metteremo tutta !


Fasanese di nascita, Nico Carparelli appartiene ad una famiglia che opera nel settore dell’edilizia da oltre mezzo secolo. La sua azienda, la “Carparelli Costruzioni”, vanta più di cinquanta dipendenti ed oltre agli uffici di Fasano ha sede anche a Brindisi (in Largo Concordia, 7). È attiva soprattutto nell’edilizia residenziale e, ultimamente, anche sul versante turistico e alberghiero.
Sposato, padre di due figli (Giuseppe e Sara), è tifoso dell’Inter: ha vissuto sugli spalti le emozioni di conquiste della Coppa Campioni (nel 1964 e nel 2010).


L’intervista è contenuta nel numero di gennaio del mensile dedicato al basket brindisino TreZeroCinque, in edicola dal 26 gennaio.
Il servizio di copertina è dedicato al playmaker statunitense della New Basket Brindisi Alex Renfroe, che giornata dopo giornata sta vestendo sempre più i panni del leader. Quindi Paolo Moretti, l’ex tecnico biancazzurro, Paul Marigney in forza allo Scafati, Sandro Santoro, ex play di Brindisi e Reggio Calabria, oggi general manager del Barcellona Pozzo di Gotto e la giovane Nene Diene, cestista italo-ghanese in forza alla Futura Basket Brindisi, fresca di convocazione in maglia azzurra.

27 01 2012 - 16:15 - Condividi su Facebook