L'avversario della 6^ giornata: la Dinamo Sassari

Sassari

La Sardegna, a differenza di quanto è successo, nel corso degli anni, in Sicilia, ha sempre avuto un ruolo di una certa importanza nell’ambito del basket italiano di un certo livello.
Prima è stata la volta di Cagliari che conquista la serie A nella primavera del 1969, proprio a spese della Libertas Brindisi (spareggio decisivo a Napoli vinto dai cagliaritani per 62-56), raccoglie tre gettoni di presenza in serie A, quattro in A/1, due in A/2. Al termine della stagione 1979/1980, con soli 8 punti in classifica, retrocede in serie B e sparisce per le difficoltà economiche.
Per una quindicina di campionati (fra il 1986 ed il 2002) è l’Esperia ad alternarsi fra B/1 e B/2, ma non va oltre, ora il basket del capoluogo è rappresentato dalla Russo Cagliari.

A Sassari, invece, ci sono le esperienze che in B/2 di squadre come Robur et Fides, Sant’Orsola e Silver, ma il vero basket d’élite è stato sempre rappresentato dalla Dinamo.
Esordio in B/1 datato autunno 1986, tre anni in quella categoria prima del grande salto in A/2.
Racimola 18 stagioni in questa categoria con un momento di difficoltà all’inizio del secolo: fra il 2000 ed il 2003 retrocede in B/1.
Nell’estate del 2010, dopo tante buone stagioni, riesce a centrare il tanto sospirato salto in serie A superando, nella finale dei play-off, la Prima Veroli per 3 a 1. Il sogno si concretizza, ma gli storici dirigenti, la famiglia Mele, sono costretti a passare il testimone.
La squadra, con il presidente Stefano Sardara su tutti, dimostra subito di sapersi ambientare ai piani alti del basket italiano e si rende protagonista di una escalation non indifferente: sesto posto alla prima esperienza (nei quarti di finale dei play-off costringe l’Olimpia Milano alla quarta partita); sale, addirittura, al quarto al termine del campionato scorso, dietro il meglio del basket italiano (Siena, Milano e Cantù); nei play-off supera il primo turno a spese della Virtus Bologna per poi cedere il passo al Siena!
Al terzo campionato si rende protagonista di una partenza … da Montepaschi: 5 successi in altrettante gare (l’anno scorso, fra fine girone di andata ed inizio del ritorno, ha inanellato una striscia di sette successi).

In tutti questi anni la panchina sassarese si è dimostrata abbastanza “vivace” con i tecnici che si sono alternati con buona continuità. Un’eccezione è costituita da Claudio Corà, il primo a resistere per ben tre stagioni e portare, la prima volta, la squadra in A/2. Successivamente si trovano i nomi di Cesare Pancotto, Marcello Perazzetti, Stefano Michelini, una breve apparizione anche per Massimo Mangano, Tonino Zorzi, Massimo Bernardi, Pippo Faina, nella sua secolare carriera, è stato a cavallo di due stagioni.
La situazione si inizia a stabilizzare con Demis Cavina che rimane per due stagioni intere (fra il 2007 ed il 2009).
Ora su quella panchina siede il corpulento Romeo Sacchetti che ha battuto tutti i record precedenti: quattro stagioni ed un contratto… a vita pronto ad essere firmato! Ha preso la squadra in LegaDue (stagione 2009/2010) e, al primo tentativo, l’ha traghettata in serie A; tutto il resto è storia di oggi.
Pugliese di Altamura, classe 1953, Romeo Sacchetti è stato un’ottima ala con esperienze nel Gira Bologna, lunga esperienza nell’Auxilium Torino ed un’altra, ancor più lunga, nella squadra di Varese. A quella con i club si deve aggiungere la lunga militanza in azzurro: medaglia d’argento alle Olimpiadi di Mosca (1980), oro agli Europei di Francia (1983), bronzo agli Europei in Germaia Ovest (1985).
Prima di approdare in Sardegna la sua carriera, bisogna ammettere, era vissuta un po’ di alti e bassi: esperienze in B/1 a Torino, Castelletto Ticino, in A/2 a Bergamo, Fabriano, nuovamente a Castelletto Ticino. Il primo risultato degno di nota è quello di Capo d’Orlando in serie A: stagione 2007/2008: sesto posto al termine della stagione regolare!; dopo una mezza stagione ad Udine l’approdo a Sassari dove si è creato il rapporto eccezionale che è sotto gli occhi di tutti!

I contatti fra il basket brindisino e quello sassarese hanno inizio nel corso del campionato 1986/1987, quello caratterizzato dalla nascita della B/1, l’anno che vede la presenza sia della Ifil (del presidente Scotto), che della Parmalat (del presidente Piliego); entrambe le brindisine perdono in Sardegna con scarti molto limitati.
Attualmente il consuntivo, sull’isola, vede quattro successi dei padroni di casa contro i due dei brindisini. Una curiosità: ben tre gare si sono concluse dopo un tempo supplementare.
Come non ricordare l’incontro del 6 marzo 2010, quello che fu unanimemente definito uno dei migliori spot pubblicitari per questo sport: la semifinale di Coppa Italia vinta dai ragazzi di Perdichizzi per 106-105 (Hubalek 33, Kemp e Rowe 27 per i sardi, Crispin 31, Thomas 27, Radulovic 26).
L’ultimo appuntamento è datato, invece, 28 novembre 2010 con i sassaresi vincitori per 94-89 anche in questa occasione dopo un tempo supplementare.
Dopo le prime cinque giornate, fermo restando il valido contributo delle cosiddette “seconde linee”: Devecchi, Sacchetti (il figlio del coach che sta dimostrando sul campo di non essere lì solo per le “raccomandazioni” paterne), il “vecchio” capitan Vanuzzo, l’ex-brindisino Mauro Pinton e l’ex-ostunese Diliegro; la squadra poggia principalmente sul trio composto dai cugini Diener (Travis e Drake) e sulla vecchia volpe dei parquet italiani Bootsy Marvis Thornton (ex-Cantù ed ex-Siena).
Thornton e Travis Diener viaggiano ad una media di 16 punti a partita, segue Drake Diener a quota 15,6; i due Diener rimangono in campo per 33 minuti a gara.
La migliore valutazione, 18,6, è quella di Drake Diener: 50,9% al tiro (29/57) e 93,8% dalla lunetta (15/16). Lo segue Travis Diener: 17,2 (e 7,2 assist ad incontro), il terzo della squadra è Thornton con 15 di valutazione.
Diener è, al momento, il terzo del campionato nei tiri liberi dopo il 100% (10/10) del casertano Chatfield ed il 94,1% del greco-milanese Bourousis (16/17). Segue, in classifica, il romano Datome (28/30 per il 93,3%) ed altri quattro giocatori che viaggiano con il 90%.
Il miglior rimbalzista della squadra risulta l’ala Ignerski con 27 palloni recuperati (8 in attacco e 19 in difesa).

Per la gara di Sassari sono stati designati: Carmelo Paternicò di Piazza Armerina: il 21 gennaio 1990, con Rinaldo di Catanzaro, arbitra un Agrigento-Geca Nuova Pallacanestro Brindisi 78-92 (con 36 punti di Roberto Cordella), in seguito ha arbitrato una decina di volte la squadra brindisina; Luca Weidmann di Campobasso (incrocia i colori brindisini dal 2000, ha già arbitrato l’Enel Basket Brindisi nel successo contro il Cremona) ed il viterbese Emanuele Aronne (anche lui in campo con le squadre brindisine dal 2000, ha già collezionato una quindicina di gare).

Settimana abbastanza movimentata, in entrata ed in uscita, per parecchie squadre. Queste le novità: sono stati tesserati: Prokop Slanina (Angelico Biella), Marcelus Kemp (Montepaschi Siena), Hrvoje Peric (Vanoli Cremona), Denis Clemente (Scavolini Banca Marche Pesaro).
Sono stati risolti, invece, i seguenti contratti: Ramone Moore (Angelico Biella), Valerio Amoroso (Scavolini Banca Marche Pesaro) e Janis Porzingis (Vanoli Cremona). Ancora una stagione sfortunata per la vecchia conoscenza brindisina Porzingis!

Roberto Guadalupi

3 11 2012 - 16:49