25 aprile 2010

La premiazione del presidente Bonamico

Brindisi, 25 aprile 2010, ore 20.15 (minuto più, minuto meno)
In un PalaPentassuglia gremito di gente festante (con migliaia di altri tifosi incollati a tv, radio, pc), l’Enel Basket Brindisi riceve dal presidente Marco Bonamico la coppa per aver vinto il campionato di Legadue ed essere stata promossa in Lega A.
Di seguito il toccante articolo di Fabrizio Pungetti (capo ufficio stampa Legadue), presente alla festa, che rievoca quella serata indimenticabile.


L’Enel si illumina di’immenso. Il verso ungarettiano, caposcuola dell’ermetismo, scomodato per esprimere cosa stia accadendo in questi giorni a Brindisi, può essere la sintesi perfetta più di ogni altra parola. Nel giorno della festa ufficiale, a squarciare l’unico elemento di distonia, arriva anche l’annuncio più atteso che cancella le ombre che rischiavano di oscurare una storia d’amore paradisiaca. Sollecitato dalla città, dalla stampa locale, nel corso del tg della sempre attiva Studio 100 dell’ora del pranzo domenicale, arriva la telefonata riparatrice. Dall’altra parte del filo c’ è il Sindaco Menniti, che annuncia, una volta per tutte, che Brindisi avrà il suo nuovo palasport e nell’attesa sarà costruita una tensostruttura provvisoria che non richiederà alcun esilio che per quanto dorato, sarebbe vissuto come una prigionia. La festa assume i toni completi che tutti si auspicavano ed ha le dimensioni trionfali che questo ritorno in serie A dopo quasi 30 anni, meritava. Il Sindaco torna, dopo mesi, al PalaPentassuglia, accanto al patron Ferrarese, che si cuce un altro successo dovuto alla sua tenacia, e la festa ufficiale, quella con tanto di premiazione, Coppa e medaglie può incominciare in uno spettacolare mare di colori biancoazzurri. C‘è tutto per commuovere ed emozionare anche chi assiste, come chi scrive, neutrale, ma avendo vissuto una vita da testimone dello sport e soprattutto di basket, non può non cogliere cosa stia accadendo da queste parti e cosa significhi, evocando nella mente e nel cuore del cronista altre imprese simili vissute. La New Basket ha fatto le cose in grande stile ma anche con delicatezza e semplicità. Attenta ai particolari, con il lavoro oscuro dietro le quinte degli addetti stampa Enrica Ignazzi e GianPiero Lofoco, e di tutti dirigenti e collaboratori, a partire dal segretario factotum Carlo Guadalupi.
Ci sono anche i vertici dell’Enel rappresentati dall’ingegner Roberto Renon e accolti dal vice presidente Giuseppe Marinò, imprenditore e presidente di Confindustria, che ha tessuto i rapporti di questa partnership con il colosso della luce. Pure l’ingegner Renon, padovano, un po’ di basket ai tempi dell’Università, è emozionato, e sottolinea come questa avventura abbia bruciato le tappe e si sia integrata ad una presenza forte di Enel sul territorio sia a livello sportivo, ma anche culturale e sociale. Una scalata talmente vertiginosa, che ora, i vertici della multinazionale, si apprestano a valutare, in tempi brevi, una sua presenza più forte vicino a Brindisi che si cimenterà con le grandi del basket italiano e avrà bisogno di nuovi importanti sostegni e supporti. E pensare ad un distacco sarebbe un peccato.
Palloncini e fiori e una scritta argentata gigante a salutare la serie A, Mino Taveri che chiama ad uno ad uno i vincitori. Da coach Perdichizzi, anticipato dai preziosi assistenti Origlio,il suo partner di sempre, e Lezzi, quello cresciuto nella New Basket: il Mago del Sud conferma come vincere qui sia diverso e coinvolgente e con la sua ottava promozione… riscatta il suo cognome, ricorda Taveri, su cui patron Ferrarese, scherzava al momento dell’ingaggio. Boati per tutti, da un Maresca che dedica alla famiglia e a questa gente la vittoria e il suo ritorno dopo un grave infortunio, a capitan Cardinali che, da pesarese, si sente adottato da questa città, a Crispin che, pur di vincere ha sopportato gli strali del coach e alla fine imparato la lezione (limando qualche palleggio è riuscito a diventare ancora più decisivo), alla passionalità ed emotività di un ragazzo del Sud come Infante, a Thomas che, con fare da showman, arringa la folla e promette che resterà, a Bryan l’italiano che, pur parlando la nostra lingua, si emoziona a tal punto da non riuscirci più, e deve ricorrere alla madre lingua, ai ragazzi come Coviello, Malagoli, Vorzillo che hanno potuto tanto imparare vicino a tanti campioni. Poi, le lacrime del presidente Corlianò,la gioia del dg Corso, e finalmente il patron Ferrarese, che ama stare dietro le quinte, ma non poteva sottrarsi all’abbraccio del suo popolo e che quando prende impegni li mantiene in anticipo: in sei anni è arrivato alla serie A, in anticipo sempre sui tempi, e stavolta annuncia che l’obiettivo, tra due anni, sarà primeggiare in serie A.
Figuratevi il boato della gente. Sarà un’ impresa difficile, ma certamente lui e i suoi uomini non si tireranno indietro e comunque onoreranno Brindisi nel grande basket: poi, provarci è giusto, ma con il pragmatismo e il senso della misura che ha finora accompagnato un excalation che ha sempre anticipato i tempi. Gran finale con Al Bano che canta due suoi intramontabili trionfi.“Nel sole tu verrai…” che sembra quasi scritta per Ferrarese, Perdichizzi e gli altri, e un “Vincerò” con un do di petto che ha la potenza di dieci schiacciate, di quelle più violente, di Omar Thomas. E giustamente, il saluto la e dedica finale di patron Ferrarese, al PalaPentassuglia dove, comunque, Brindisi ha costruito la sua storia ei suoi trionfi.
Un ultima nota, per gli amanti delle coincidenze. Primaverili, Pentassuglia, Pasini, ora Perdi(vinci)chizzi (e Puglisi nell’oscurità del lavoro quotidiano per dare esperienza ad una società nuova e ai primi passi nel professionismo). Saranno coincidenze, ma forse era tutto scritto in una lettera, la P.
Buon viaggio e in bocca al lupo Brindisi, ci mancherai ma al tempo stesso, ne siamo certi, onorerai Legadue, nuovo esempio di come da qui arrivino club pronti e maturi (come sono stati Biella, Teramo, Avellino, Cremona, Ferrara, ecc nel recente passato) a premiare una lega che svolge una formazione indispensabile al movimento. E allora “ad majora” Brindisi, se possibile.

Fabrizio Pungetti-Uff. Stampa Legadue

29 04 2010 - 09:58