Dal Web: intervista a Delroy James

Delroy James “ ho scelto Brindisi perchè devo completare un lavoro”

Ricordo ancora, poco piu’ di 2 anni fa, un sms di un amico che mi chiedeva di andare su you tube a guardare un’azione del nuovo USA assoldato da Ferentino in Legadue. Rimasi stupito nel vedere, tra le diverse azioni di una partita credo di Coppa Italia, una in particolare: rimbazlo stratosferico , coast to caost ad una velocità incredibile per un giocatore di oltre 2 metri ed una affondata di mancino con una potenza esagerata. Questo era il nuovo arrivato in Europa Delroy James. Inutile dire che fece un signor campionato anche se, tatticamente e tecnicamente, aveva ancora da lavorare tanto. Lo scorso campionato quando lo stesso fu contrattualizzato da Brindisi chiamai subito il mio caro amico e coach Agostino Origlio, a Brindisi come vice coach per diverse stagioni e che allena, sempre come vice coach, a Ferentino da diverse stagioni. Mi parlo’ di un ragazzo straordinario, volenteroso di far bene ed al quale aveva parlato di Brindisi dove avrebbe potuto fare bene in una piazza calda e competente come poche. I numeri dello scorso anno parlano chiaro con 11,8 punti a partita e quasi 8 rimbalzi a gara. Ma al di la dei numeri ha stupito, sin da subito, la grinta e la generosità sempre messa in allenamento ed in partita dal ragazzo di Brooklin. Lui, il piu’ piccolo di 5 figli maschi, ha accettato l’offerta di Brindisi preferendola ad altre. Un risultato che premia il buon progetto di Brindisi e la voglia di Delroy di dimostrare alla città, ed ai suoi tifosi , di poter dare ancora tanto.

Cosa ti ha convinto, dopo l’eccellente campionato dello scorso anno, ad accettare la proposta di Brindisi?

Alla fine dello scorso campionato ho ricevuto diverse offerte in Europa. Ho creduto pero’ che invece di andare in Germania o altrove la cosa migliore sarebbe stata quella di rimanere in Italia dove, o vai a Milano i cui ingaggi sono superiori che altrove, oppure la scelta giusta sarebbe stata quella di rimanere a Brindisi in una società dove sono stato molto bene e dove avevo ancora da finire un lavoro che non ho completato lo scorso anno.

Sei l’unico “straniero” rimasto della squadra dello scorso anno. Cosa hai detto ai tuoi nuovi compagni di squadra?

In verità loro avevano bisogno di sapere il tipo di sistema che aveva Brindisi ma ho detto loro che la cosa migliore sarebbe stata quella di scoprirlo da soli. Qui si lavora tanto e bene ed ognuno ha la possibilità di far bene.

Come ti sembra la nuova squadra e chi è il piu’ simpatico del gruppo?

Come lo scorso anno la squadra mi sembra molto buona dal punto di vista tecnico e soprattutto siamo molto amici fuori dal campo anche quest’anno. Il piu’ simpatico di tutti? Sek (Henry ndr) sicuramente e posso dire senza possibilità di essere smentito che è la persona piu’ simpatica che ho conosicuto in tutta la mia vita.

Tuo fratello Shawn (un icona per Delroy) da quest’anno a Milano. Chi vorresti vincesse lo scudetto tra te e lui?

Di sicuro quello che indossa la casacca biancoazzurra (sorride!!!).

Pensi ancora a quei maledetti tiri liberi sbagliati nel finale di partita in gara 1 playoff a Sassari?

Si, ed è per questo che ho detto che sono tornato a Brindisi perché ho da finire un lavoro importante.

Anche domenica, contro Caserta, sei stato soprattutto nel secondo tempo, il trascinatore della squadra. Da dove nasce tutta questa energia?

Non lo so. So solo che questo è il mio modo di intendere il basket fatto di energia, grinta e voglia di vincere sempre. Inoltre abbiamo una buona squadra e c’è gente, come Mays per esempio, che ha la mia stessa mentalità e capiamo l’importanza di un blocco fatto bene piuttosto che una palla rubata che possono fare la differenza in una gara.

Del qual è la cosa che piu’ ti piace di Brindisi?

Fragole e mirtilli…….(qualcosa mi dice che esce poco la sera….ndr).

Ed oltre a questo?

I tifosi che gioiscono quando si vince, per questo voglio vincere tanto.

Rispetto allo scorso anno ti senti migliorato e quali sono i tuoi propositi per questo campionato?

Mi sento migliorato rispetto all’anno scorso anche perché conosco il campionato ed ho piu’ fiducia. So cosa vuole l’allenatore che stimo tanto e devo fare tutto cio’ che mi dice e mi chiede. Mi aspetto di vincere tanto e voglio farlo con tutte le mie forze.

Congediamo Delroy James e la sua borsa di ghiaccio sul ginocchio che è il risultato della dura battaglia di Caserta. Per il suo modo di fare non sembra il classico giocatore americano che si ferma per un niente. James va oltre il dolore e la domenica non si tira mai indietro. Un po’ come i vecchi capitani di una volta legati alla “maglia” come fosse la cosa piu’ importante del mondo. Questo suo atteggiamento ha fatto di lui il beniamino del tifo brindisino che gli perdona quel suo tiro dalla lunga che è un po’ il suo tallone d’Achille. Ma James è cosi, un grande atleta, un giocatore che puo’ crescere tanto se continuerà, come lui stesso ha dichiarato, a seguire le indicazioni del suo coach. E magari a diventare anche piu’ forte del suo fratello che gioca con Milano. Ma la strada da fare è ancora tanta.

di Dario Recchia

22 10 2014 - 18:30