Una pagina storica della pallacanestro brindisina

Articolo rievocativo quasi a sancire l’ennesima rinascita della pallacanestro brindisina

Piero Pasini e Claudio Malagoli

Anni addietro, ho pubblicato su un giornale locale questo articolo rievocativo quasi a sancire l’ennesima rinascita della pallacanestro brindisina per merito dell’attuale gruppo dirigente; dopo aver ritrovato una squadra dalle grandi ambizioni, i tifosi cominciavano concretamente ad intravedere tali traguardi. Uno scritto che era una sorta di augurio e d’auspicio per il futuro. Così è stato. In questi giorni, mi è stato chiesto (con una certa insistenza, per la verità) di riproporlo affinché i più giovani comprendano completamente quanto radicata sia a Brindisi la passione per la palla a spicchi mentre quelli che già c’erano nel 1981 trovino ulteriore “slancio” per credere che il passato prima o poi ritorna. Infatti!
Settembre 2009

GianPiero Lofoco

UNA PAGINA STORICA DELLA PALLACANESTRO A BRINDISI

Domenica 8 marzo 1981. Ore 18.40 (minuto più, minuto meno): nel palasport “Nuova Idea” di Brindisi suona la sirena di chiusura della partita Pallacanestro Brindisi-Fabriano sul punteggio di 71 a 68. Si spengono i fari dell’impianto e si accende una gigantesca A/1 accompagnata dalle note della marcia trionfale dell’Aida: Brindisi entra nell’olimpo del basket nazionale. In cinquemila, sugli spalti, urlano e piangono di gioia; in città altre migliaia di persone danno sfogo alla loro felicità sventolando per strada le bandiere biancoazzurre e facendo il bagno nelle fontane del centro.

Sono passati tanti anni da quella data storica della pallacanestro pugliese, ma il ricordo è vivo più che mai in chi ha vissuto quegli anni in cui a Brindisi (già da allora) si “campava” di pane e basket. Fu davvero un periodo d’oro per la Pallacanestro Brindisi quello a cavallo del 1980: nella stagione ‘79/80 la vittoria della serie B dopo aver sfiorato l’impresa nei due anni precedenti, nel torneo ‘80/81 la conquista dell’ulteriore promozione in A/1. Eppure la Pallacanestro Brindisi, poi sponsorizzata Bartolini, non era data tra le favorite in A/2. Anzi, a settembre del 1980 il dichiarato obiettivo era quello di conquistare una tranquilla permanenza potendo contare sull’apporto di un pubblico entusiasta e su un nuovo impianto costruito a tempo di record, con i lavori terminati un’ora prima dell’esordio in campionato!

Brindisi ritornava sì nella massima serie ricalcando le orme della “mitica” Libertas ma senza precorrere i tempi: un paio di stagioni di “accomodamento”, poi si vedrà. Così si pensava, ma poi sul campo andò diversamente. Una serie di successi in fila, cinquemila spettatori per ogni partita casalinga stipati nel palasport già tre ore prima della gara e almeno 4-500 tifosi anche nelle trasferte più lunghe: Brindisi “assurgeva” all’attenzione generale. Gli avversari non erano da poco: Sacramora Rimini, Magnadyne Livorno, Fabia Roma, Matese Caserta, Liberty Treviso, Carrera Venezia ecc. ecc. Era una squadra egregiamente guidata in panchina da Piero Pasini (quanti cori “gloria a te Piero Pasini!”) coadiuvato da Lillino Ciracì e composta di giocatori o di lunga esperienza e grandi doti tecniche come “Lupetto” Claudio Malagoli o attaccati ai colori sociali a tal punto da “giocare col cuore” come Otis Howard e Rich Yonakor pur… non sapendo pronunciare una parola in italiano! Che dire poi di Francesco Fischetto, Piero Labate, Carmine Spinosa, Piero Torda, Mauro Colonnello, Marco Pedrotti, Pinuccio Cavaliere: tutti giocatori che hanno lasciato il segno nel basket nazionale. Presidente: l’avvocato Mario Scotto.Direttore sportivo: Franco Portaluri. Anche la scaramanzia faceva la sua parte come il maglione blu indossato da coach Pasini ogni domenica, sia col freddo sia col caldo! Ancora, i canestri di Malagoli da distanze impossibili (941 punti segnati, appena un punto in meno del “mostro” Dalipagic: non c’era ancora il canestro da 3 punti, altrimenti…), i lanci “coast to coast” conclusi da Howard con schiacciate “infrangi-tabelloni”, gli assist di Fischetto. Ancora i play-off scudetto con la Sinudyne Bologna…

Radio, televisioni, giornali per giorni e giorni dedicarono ampio spazio all’impresa di Malagoli e compagni. Era, davvero, l’evento più importante accaduto negli ultimi anni. Brindisi stella del Sud: così “inneggiava” uno striscione sugli spalti del palasport. Su una gradinata gli ultras del Basket Club Brindisi, sull’altra un altro nutrito gruppo del Club Giganti: attorno a loro una città intera a trepidare per una palla a spicchi. Come fare a dimenticarlo? Sperando che tutto ciò si ripeta, prima o poi!

nella foto in alto: Piero Pasini con Claudio “Lupetto” Malagoli